"Lavorare stanca" (CNI) meriterebbe l' acquisto anche solo per il
libretto
incluso che dimostra, statistiche alla mano, l'
"ereditarieta" del posto di lavoro e quanto sia difficile il passaggio
da una classe sociale a quella superiore (e viceversa): e' un concept-album ma
la musica e' estremamente varia (e anche i testi visto che c'e' un
inno al vino in latino,una citazione del cabaret berlinese degli anni 30. una
nuova versione di "Ederlezi" nota qui da noi per Bregovic ed altre
chicche ); ci sono cover appropriate quale "Black
Market" dei Weather Report ma il fulcro del disco e' sicuramente una
lunghissima suite con il ritmo che passa dalla techno al raggae e ritorno (tutti i
musicisti ci hanno pensato una volta nella vita) che dimostra il rapporto che
esiste tra i ritmi lavorativi e i ritmi musicali: la tesi e' che un operaio di
oggi non puo' apprezzare la musica popolare/impegnata che manda in estasi gli
intellettuali per il semplice motivo che la sua vita alle presse corre piu' veloce (e
infatti in vacanza si torna al raggae...); insomma la techno e' la musica folk
del 2000; ma il resto del materiale e' piu' Sepe-style ed infatti questo disco
vince il premio Tenco 1998 come miglior album in dialetto (definizone veramente
restrittiva!) forse anche in ringraziamento della bellissima cover del
cantautore genovese, "Vedrai Vedrai" , inclusa nel disco precedente
L' anno successivo invece e' dedicato al nume tutelare del
saxofonista napoletano a cui dedica l' album "Toto'Sketches": e' solo
una ispirazione "filosofica" pero', non pensate di trovare
"Malafemmena" o "Miss, mia cara miss", anzi la forma canzone
e' spesso abbandonata per lasciare spazio a lunghe improvvisazioni jazz e
latineggianti (la conclusiva "A Cochabamba me voy" ancora di Victor
Jara); paradossalmente si puo' dire che sia il disco in cui ci sono meno quelle
marcette che si potrebbero associare all' immagine di Toto' e invece si
intravvedono alcuni spunti che sarebbero stati sviluppati in seguito quali il
rifacimento di alcuni temi cinematografici (quale un samba presente in una
colonna sonora di Sordi), affiancati alla musica classica che, facendo parte del
bagaglio musicale di Sepe, e' stata sempre presente in tutti i suoi dischi.
Nel
2000 dunque, in parallelo ad un concerto a tema al Leoncavallo, finalmente
un disco interamente dedicato al musicista cileno che aveva fatto capolino nei
dischi precedenti: fin dal titolo dell' album "Conosci Victor Jara?"
si intuisce lo spirito "divulgativo" del disco che vuole far conoscere
ai non esperti, non solo l'artista del titolo ma anche altre altri musicisti
sudamericani piu' o meno noti quali Violetta Parra e Gilberto Gil: il senso dell' opera pero'
e' anche data da sei
minuti dell' ultimo discorso di Salvador Allende... decisamente fuori moda!
Nel
2001 sono usciti/stanno uscendo 2 nuovi lavori che recensiremo in autunno su
queste pagine: per essere sempre informati sulle news (in particolare i
concerti) pero' potete andare sul sito ufficiale www.danielesepe.com:
ne vale la pena (non solo per il materiale musicale che ci trovate).
Se invece vuoi conoscere gli altri artisti del mondo il nostro sito
e' nato per questo